Privacy by design: Facebook Portal

Privacy by design, come by default, è alla base di un approccio gdpr compliant per ogni singolo progetto e Facebook, dopo lo scandalo Cambridge Analytica, assicura di averlo acquisito nel lancio del suo Portal.

Dopo Amazon, Google e Apple anche Facebook si lancia nella casa smart. Arriva negli Stati Uniti Portal, un dispositivo da salotto, disponibile in due versioni, con cui si possono fare videochiamate ma anche ascoltare musica e vedere video. Entrambi si comandano con Alexa, l’assistente vocale di Amazon. 

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Il modello di base ha una diagonale da 10 pollici, più o meno quella di un iPad; la variante Plus ha invece uno schermo da 15 pollici. Saranno disponibili a novembre, rispettivamente al prezzo di 199 e 349 dollari.

Portal ha una videocamera che può essere disabilitata così come il microfono. E si può impostare un codice di accesso per mantenere lo schermo bloccato. La novità rappresenta una importante incursione di Facebook nel segmento dell’hardware dopo lo sfortunato tentativo del 2013 in collaborazione con il produttore di smartphone Htc e quello, finora di successo, dei visori per la realtà virtuale Oculus.

Il lancio era previsto da tempo ma, secondo indiscrezioni di Bloomberg del marzo scorso, era stato rimandato dopo lo scandalo Cambridge Analytica per non creare un ulteriore dibattito sulla conservazione dei dati personali.

Come si evince dal video di presentazione diffuso ieri, questa volta Facebook fa sul serio sul tema della privacy. Il dispositivo Portal non solo è dotato di un sistema di blocco dello schermo ma persino di una piccola copertura in grado di oscurare la videocamera. Un esempio di privacy by design, quella richiesta del regolamento europeo 2016/679 di pensare ai diritti delle persone già nell’ideazione, prima ancora che della realizzazione, di qualsiasi progetto.

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