Gdpr sul lavoro: convegno a Milano

Si è tenuto lo scorso 8 novembre a Milano un interessante convegno sull’impatto del Gdpr sul mondo del lavoro dal titolo “Datore di Lavoro o Grande Fratello” organizzato dallo studio legale LCA.

Il convegno è stato incentrato sui limiti del controllo del lavoratore alla luce del Regolamenti UE 2016/679, un tema ancora molto controverso e alla ricerca di un equilibrio tra libertà personali del lavoratore ed il legittimo interesse dell’impresa.

Il tavolo dei relatori

 

L’iniziativa organizzata dallo studio legale LCA ha visto la partecipazione, insieme naturalmente a quella degli avvocati Gianluca De Cristoforo e Giuseppe Bologna, di illustri relatori quali Giovanna Bianchi Clerici (Garante Privacy), Maurizio Dottino (Gruppo Marcegaglia) e Christian Padovan (Washout).

A margine dell’iniziativa l’avvocato Gianluca De Cristoforo ha dichiarato: “L’impatto del GDPR nella vita di ogni realtà imprenditoriale è stato, ed è ancora, fortissimo; sarebbe impossibile e inutile negarlo. Con l’arrivo della nuova normativa abbiamo assistito più di 30 processi di adeguamento. L’attività svolta ci ha portati a far comprendere ai nostri clienti che la tutela del dato personale è oramai un presupposto imprescindibile del fare impresa. Indipendentemente dal fatto che il titolare del trattamento sia un gigante della old economy industriale, o un’emergente start-up che è pronta a cambiare le regole del gioco.

Le nuove tecnologie – ha aggiunto l’avvocato – sono onnipresenti nelle nostre vite personali e professionali, ma possono portare a un mondo distorto; soprattutto in azienda. Ecco il perché di un convegno che provocatoriamente richiama l’opera di Orwell. Il legislatore e il Garante Privacy stanno battendo nuove strade per consentire di mantenere uno spazio privato in una realtà lavorativa iper-connessa, responsabilizzando gli imprenditori.

Leggi l’articolo su come adeguare il sito web al gdpr

 

Questa voleva essere l’occasione per provare, anche grazie alla fondamentale presenza dell’onorevole Bianchi Clerici, componente del Garante Privacy dal 2012 e presenza fissa nelle riunioni dell’Authority in cui si discute del trattamento dei dati dei lavoratori, a fare “chiarezza” su questa nuova prospettiva.

Il tema rimane complesso considerando che qualsiasi attività di controllo del lavoratore deve essere il risultato del giusto bilanciamento tra il diritto del datore di lavoro di dettare le regole dell’esecuzione del lavoro e il diritto del lavoratore al rispetto della propria riservatezza e dignità.

Il GDPR non ha sconvolto le regole e i principi, ha però segnato la fine del regime autorizzatorio del Garante e l’inizio dell’era dell’accountability/della responsabilizzazione dell’impresa che, da sola, dovrà valutare il perimetro corretto – frutto del già citato bilanciamento – del controllo dei propri lavoratori e adottare quelli accorgimenti (o, forse meglio, quelle misure adeguate) sui cui tanto punta il nuovo Regolamento“.

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