Gdpr: le responsabilità da marketing aggressivo

Il Gdpr punta ad introdurre un cambio culturale nel trattamento dei dati delle persone e questo impatta, inevitabilmente, anche su quelle pratiche scorrette di marketing aggressivo, perpetrate per lo più attraverso telefonate e mail non richieste. Vediamo di chi sono le responsabilità.

Sono già diverse le pronunce del Garante per la Protezione dei Dati personali in materia di marketing e telemarketing. In altri articoli ci siamo occupati delle sanzioni, ad esempio, ad Eni, Fastweb o Vodafone. La linea direttrice che emerge da queste ed altre decisioni ed indicazioni del garante, si sostanzia nell’individuazione delle responsabilità in capo al titolare del trattamento, anche quando non effettui direttamente le azioni scorrette di marketing. In altre parole, anche quando un operatore appalti ad un’agenzia il lavoro di procacciamento di affari ed ingaggi, ciò non significa escludersi, automaticamente, dalla verifica delle modalità stesse. Nello specifico, non vuol dire che l’operatore possa disinteressarsi delle modalità con le quali vengono portate a termine le azioni di marketing, o webmarketing o telemarketing.

La responsabilità di azioni di marketing aggressivo ricadono sul titolare del trattamento dei dati personali.

Dunque se il call center dell’agenzia X chiama un utente per proporre un’offerta commerciale deve avere il consenso a farlo, altrimenti sarà l’operatore stesso ad avere la responsabilità di un comportamento illecito. Il consenso deve essere libero, specifico ed inequivocabile. Questo significa che deve essere stato richiesto con chiarezza, per ogni specifica finalità ed in maniera evidente. Essere “Gdpr compliant” significa poter dimostrare di aver adottato le misure tecniche ed organizzative per tutelare i dati delle persone. Ad esempio, conoscere la provenienza dei database utilizzati e ricostruire, esattamente, il procedimento per ricevere il consenso dell’interessato. L’orientamento del garante, ormai, non è più seguire un numero di telefono segnalato dagli utenti ma accorpare più segnalazioni facenti capo ad un unico operatore e procedere con le indagini.

Pensi che questo riguardi solo i grandi player delle telefonia? Ti sbagli.

Il marketing, il webmarketing ed il telemarketing sono strumenti leciti che aiutano le imprese nel proprio business. Non bisogna pensare solo alle grandi multinazionali, anche le piccole e medie imprese possono avvalersi di collaborazioni esterne per aumentare il fatturato. E’ compito dei titolari dei trattamenti, dunque, vigilare e verificare affinché coloro ai quali affidino alcune operazioni esterne le svolgano nel rispetto delle norme sulla privacy.

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