Gdpr: le ragioni delle sanzioni a Eni Gas e Luce per 11,5 milioni di euro

Chi sperava ancora che il gdpr rimanesse sulla carta o che, quanto meno, non comportasse sanzioni per nessuno, è rimasto deluso. Arrivate due sanzioni pesantissime, da 11,5 milioni di euro, a un colosso come Eni Gas e Luce per telemarketing selvaggio e attivazione non richiesta di contratti.

Il Garante per la privacy ha applicato a Eni Gas e Luce (Egl) due sanzioni, per complessivi 11,5 milioni di euro, riguardanti rispettivamente trattamenti illeciti di dati personali nell’ambito di attività promozionali e attivazione di contratti non richiesti. Le sanzioni sono state determinate tenendo conto dei parametri indicati nel Regolamento Ue, tra i quali figurano l’ampia platea dei soggetti coinvolti, la pervasività delle condotte, la durata della violazione, le condizioni economiche di Egl.

Da quando è divenuto applicabile il Regolamento generale sulla protezione dei dati, si è alzata anche l’attenzione sul marketing e molti, per sfuggire alle strette maglie del regolamento, finiscono col prefigurarsi vari escamotage che, il più delle volte, non solo sono del tutto inefficaci, ma sono pericolosi e possono indurre in gravi errori, che espongono a severe sanzioni.

Non è neanche la prima volta, già nel settembre dell’anno scorso il Garante della Privacy aveva sanzionato un’altra multinazionale per lo stesso motivo (Ecco l’articolo sul caso Fastweb).

E’ bene sottolineare, infine, che alle sanzioni si è arrivati dalle segnalazioni degli utenti. Pensare di fare i furbi attivando contratti non richiesti e sperare che nessuno faccia nulla è semplicemente folle. Oggi, questi ragionamenti valgono tanto per le grandi multinazionali quanto per le piccole imprese.

Gestire un’organizzazione in genere, non contano gli ambiti di azione o le dimensioni, significa anche preoccuparsi del flusso dei dati personali. Si, perché dietro a quei numeri ci sono persone ed il Regolemnto Europeo 2016/679, non mi stancherò mai di ripeterlo, non difende dati ma diritti. I diritti delle persone, non dei dati.

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