Gdpr: cosa fare in caso di “Hard Brexit”

Il prossimo 30 marzo la Gran Bretagna diventerà “paese terzo” e, di conseguenza, anche in ambito di trattamento dei dati personali cambieranno le cose soprattutto in caso di “Hard Brexit”.

Ricordiamo che per Hard Brexit si intende “No-Deal Exit” ovvero il caso di mancato accordo tra Unione Europea e Regno Unito per il divorzio che ormai si è compiuto a partire dal referendum del 23 giungo 2016.

A tal proposito, il Comitato Europeo per la Protezione dei Dati (EDPB) ha diramato una nota destinata ad aziende ed enti pubblici. Nel testo (che puoi scaricare qui) si legge molto chiaramente che, in base all’ipotesi di Hard Brexit, il trasferimento di dati personali dal Spazio Economico Europeo verso il Regno Unito dovrà basarsi su uno dei seguenti strumenti:

  1. clausole-tipo di protezione dei dati o clausole di protezione dei dati ad hoc;
  2. norme vincolanti d’impresa;
  3. codici di condotta;
  4. meccanismi di certificazione;
  5. strumenti specifici di trasferimento a disposizione delle autorità pubbliche.

Bisogna aggiungere, tuttavia, che il Governo britannico ha fatto sapere che la libera circolazione dei dati continuerà anche dopo la Brexit. Il Regolamento Europeo 2016/679 è solo una parte dell’accordo che UE e UK dovranno trovare e presto, il tempo stringe.

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