La relazione annuale del Garante Privacy

Il Garante della Privacy, Antonello Soro, ha presentato ieri la relazione annuale per il 2017. In particolare, si è soffermato sul rischio che la mancanza di regolamentazione della materia possa portare ad un potere eccessivo delle grandi piattaforme web.

Il quadro che emerge dalla relazione presentata ieri alle Camere dal Garante per la protezione dei dati personali (che puoi scaricare integralmente dal nostro canale Telegram) presenta un paese fragile dal punto di vista della difesa dei dati.

Richiedi una consulenza per adeguare la tua attività al gdpr

I numeri dicono che, dal 25 maggio, non solo gli attacchi informatici hanno raggiunto i 140 casi al giorno ma anche che l’aumento delle comunicazioni di data breach ha superato il 500%. Probabilmente, per quest’ultimo caso, ha influito l’obbligatorietà di suddette comunicazioni in caso di violazioni. Coloro che subiranno violazioni di qualsiasi genere rispetto ai dati personali che trattano, difficilmente potranno non farlo sapere.

Antonello Soro, poi, si è soffermato su un aspetto che riguarda la vita di tutti noi ovvero lo strapotere delle grandi piattaforme web: “I governi, in ogni angolo del pianeta, hanno sottostimato gli effetti e i rischi di un regime privo di regolamentazione, nel quale i grandi gestori delle piattaforme del web hanno scritto le regole, promuovendo un processo inarrestabile di acquisizioni e concentrazioni, dando vita all’attuale sistema di oligopoli. Questi hanno acquisito il potere di orientare i comportamenti di diversi miliardi di persone”.

Infine, il Garante per la protezione dei dati personali si è soffermato su un chiarimento altrettanto importante: “Gli algoritmi non sono neutri sillogismi di calcolo ma opinioni umane strutturate in forma matematica che, come tali, riflettono, in misura più o meno rilevante, le precomprensioni di chi li progetta, rischiando di volgere la discriminazione algoritmica in discriminazione sociale”.

Cosa significa tradotto nella realtà? Vuol dire che senza regole le nostre vite rischiano di essere indirizzate, se non dirette, da calcoli effettuati dalle macchine. I processi decisionali automatizzati vanno, in qualche modo, umanizzati non delegando tutto al “determinismo della tecnologia”, scenario di tanti film che fino a poco tempo fa sembravano lontani anni luce dalla realtà.

Entra nella community “Gdpr per tutti” per rimanere aggiornato.

Facebook Comments