Consenso: mai “obbligato” per i servizi online

Il consenso dell’interessato non deve mai essere obbligato nell’ambito dei servizi online, il Garante si è espresso su un caso concreto.

Uno dei principi cardine del gdpr introduce la necessità che il consenso di un utente venga sempre richiesto in maniera chiara e trasparente. Soprattutto, che non venga dato per scontato o acquisito in modalità obbligatoria per accedere a dei servizi. 

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Con questa decisione il Garante della privacy, infatti, intende tutelare proprio i clienti da promozioni indesiderate. La fattispecie si riferisce al procedimento svolto nei confronti di un’agenzia rivenditrice di servizi energetici “segnalata” da più utenti per uso improprio dei dati.


I segnalanti hanno lamentato che, in sede di registrazione al sito, al fine di poter usufruire di alcuni servizi erogati dalla società, risultava necessario manifestare il consenso al trattamento dei dati per finalità promozionali; tale manifestazione di volontà, unica ed onnicomprensiva, riguardava, secondo quanto segnalato, sia il trattamento dei dati per le menzionate finalità promozionali, sia per quelle connesse all’esecuzione del contratto.

L’Autorità, in conclusione, ha vietato all’agenzia di utilizzare i dati personali, raccolti per fruire dei servizi online, per finalità di marketing. 

Chi ci segue sa quanto teniamo a questo passaggio: il consenso non può e non deve essere estorto! Non è una buona idea nemmeno dal punto di vista commerciale dato che, come la fattispecie dimostra, non solo non porta nuovi clienti ma addirittura potrebbe comportare indagini e sanzioni.

E’ fondamentale adeguare anche il sito web.

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